Vangelo Lc 17, 11-19
Vangelo domenica 10 ottobre 2010
Durante il viaggio verso Gerusalemme,
Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando
in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali,
fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: "Gesù
maestro, abbi pietà di noi!". Appena li vide, Gesù
disse: "Andate a presentarvi ai sacerdoti". E mentre
essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito,
tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò
ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma
Gesù osservò: "Non sono stati guariti tutti
e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi
tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?".
E gli disse: "Alzati e Va'; la tua fede ti ha salvato!".
Immaginiamo di camminare per le strade
di questo villaggio, in un mattino fresco di inizio primavera,
sulla strada sabbiosa.
Immaginiamolo solo per un momento, per entrare in questo racconto
ed uscirne rinnovati. La gente del villaggio è intenta
a vivere il proprio quotidiano, incontriamo donne che vanno a
prendere l'acqua, bambini che giocano nei cortili, botteghe che
emanano un profumo caldo di pane appena sfornato e di spezie,
strade polverose attraversate da greggi di pecore e uomini che
escono di casa per andare nei campi. Ma la vita indaffarata di
questo piccolo quadretto rurale viene interrotta da una notizia
che passa di bocca in bocca: Gesù di Nazareth sta passando
di qua, diretto verso Gerusalemme. Questo maestro-pellegrino che
dalla Giudea e' sceso verso la Samaria e, attraversando deserti,
laghi, colline, si dirige verso Gerico per arrivare a Gerusalemme,
annunciando ovunque l'arrivo del Regno di Dio. In molti quel giorno
al suo passaggio devono aver interrotto le proprie faccende per
andargli incontro e salutarlo, perché "la sua fama
si era diffusa in tutta la regione" (Lc 4,37). Ma fra la
piccola folla che ci immaginiamo si raduni intorno a lui si verifica
una situazione... imbarazzante. Dieci lebbrosi gli gridano aiuto.
In pochi secondi si deve essere fatto il vuoto intorno a loro!
Lebbrosi. I maledetti da Dio per la cultura dell'epoca, impuri
che contaminavano tutto ciò che toccavano, considerati
già morti dalla società e dalla religione. Lebbrosi.
Cadaveri ambulanti, senza speranza, esclusi dagli uomini, dimenticati
dal Dio del tempio. E arrivano carichi di disperazione, di solitudine,
sofferenti nel corpo e nell'anima. Sono in dieci, simbolo di tutta
l'umanità che brancola nel buio senza conoscere la salvezza.
La risposta di Gesù alle loro preghiere lascia un po' perplessi:
perché li manda dai sacerdoti?
Eppure in questo suo ordine si racchiude tutto il messaggio di
liberazione: secondo la legge a un lebbroso era vietato recarsi
al tempio, ma se guariva doveva essere sottoposto ad un attento
esame da parte del sacerdote e quindi essere purificato (Lv 14,2).
Che cosa significa? Significa che questi dieci uomini sono già
guariti, sono già salvi! La parola di Gesù li ha
abilitati a mettersi in cammino verso Gerusalemme, lo stesso cammino
che anche il Maestro sta percorrendo. Ed è su questa strada
che possono rendersi conto di essere guariti, non prima. Ma solo
uno di loro "se ne accorge", per di più è
un samaritano (doppiamente escluso), ed è l'unico che intuisce
e crede che la sua guarigione è venuta da Gesù:
questo Maestro che ha incontrato mentre era malato, impuro, escluso,
peccatore, è l'unico autore della sua salvezza.
Non sono state le leggi del tempio a salvarlo, non sono stati
i precetti, i sacrifici, i rituali a liberarlo: la religione lo
aveva reso solo un uomo oppresso e solo, mentre la parola di Gesù
gli ha regalato la vita piena e la sua dignità di figlio
amato, capace ora di alzarsi e andare ad annunciare la gioia che
ha ricevuto. E questa la bella notizia che oggi questo brano ci
rivela: ognuno di noi è già salvato, e non per i
propri meriti, ma per l'amore incondizionato di Dio. Non ci sono
"impuri" agli occhi del Padre, non ci sono indegni.
Si sconvolge così la logica "religiosa" secondo
cui bisogna fare qualcosa per raggiungere Dio, bisogna essere
puri, bravi... questa logica e' ribaltata per sempre: i lebbrosi
sono già guariti e sono abilitati a seguire la strada del
Cristo. Il sacro prende dimora nel profano e non c'è più
nessuno escluso dallo sguardo tenero del Padre.
Per riflettere:
- La religione insegna quali passi fare per guadagnarsi la salvezza,
ma questo brano ci rivela che siamo tutti già salvi e guariti
dall'amore di Dio, e possiamo scegliere se accogliere questa salvezza
o rifiutarla. Il volto di Dio che ci presenta Gesù coincide
con i nostri parametri religiosi o supera e destabilizza le nostre
concezioni?
- Attraverso questo brano Luca dipinge l'umanità come lebbrosa,
bisognosa di salvezza. Quali sono i miei limiti, debolezze, fragilità,
quale è la mia lebbra che mi impedisce di vivere liberamente
e di accogliere pienamente l'amore di Dio?
- Quale buona notizia scopro oggi attraverso questa Parola? Sono
pronto/a ad annunciarla?
Dalla comunità del cotone (anonima)