Vangelo Lc 17, 5-10

Vangelo domenica 3 ottobre 2010



Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».


"Accresci la nostra fede !" è il grido che sorge spontaneo dagli apostoli e da noi; quando vediamo che nella vita succede tutto l'incontrario di quello che avevamo sperato. Invece di avvicinarci Dio ci allontaniamo presi dalle cose del "mondo", come se il nostro destino dipendesse da questo. Le tentazioni e le illusioni della vita ci sembrano indispensabili e ci pare che non ne possiamo fare a meno.

Ci sembra un attacco alla nostra libertà non godere per godere. Come Adamo vogliamo conoscere cos'è il bene e il male e se non lo proviamo come possiamo dire che è sbagliato ? Se non proviamo tutte le sensazioni possibili, sesso, droga, ambizioni, prevaricazioni, prepotenze, sorprusi come possiamo poi decidere ciò che è bene e ciò che è male?

Così commettiamo lo stesso errore dei nostri progenitori per troppa libertà diveniamo schiavi di noi stessi del nostro egoismo; e non ci accorgiamo che tutto ciò che chiediamo e desideriamo è soltanto per noi: fino a chiedere a Dio di uniformarsi alla nostra volontà! Così quando i nostri desideri e le nostre preghiere (che per noi sono giuste e sacrosante) non si attuano cadiamo in depressione e diamo la colpa a Dio e alla nostra mancanza di Fede! Ma le strade di Dio non sono le nostre !

La fede soccorre chi come dice Gesù (più sotto nel vangelo) è veramente umile e comprende che deve impegnarsi a essere perseverante nella preghiera e nelle sue azioni quotidiane essere pronto a far il proprio "dovere" che è quello di resistere al male alle tentazioni e ai miraggi del mondo che vogliono allontanarci da Dio e dal suo Paradiso. E quando avremo fatto tutto questo non avremo fatto altro che compiere la volontà di Dio e per questo non dovremo insuperbirsi, o lasciarsi prendere dall'ambizione dei primi posti, perché anche l'uomo è venuto per servire come è venuto Gesù; e nel servizio alla fine troveremo la vera gioia, perché la felicità che doneremo agli altri si rifletterà su di noi come un immagine nello specchio.

Questa è la felicità destinata a chi ha fatto il proprio "dovere" Se poi abbiamo mancato a questo compito e ci siamo persi, ritorniamo da Lui e umilmente chiediamo perdono e l'aiuto di non ricadere più nelle tentazioni; e con gli occhi della fede, vedremo Lui dinanzi a noi con le braccia aperte che ci perdonerà prima che iniziamo a parlare (come il figlio prodigo), perché Lui vuole sempre la nostra salvezza, per questo è venuto e continua a venire ogni giorno tramite i nostri fratelli e le cose che ci succedono.


p.s Impariamo a cambiare il mondo ad iniziare da noi stessi, guardiamoci intorno, quanto male imperversa, quante persone sono infelici, quante sono lontane da Dio. Sembra che il male vinca su tutto. MA questo è quello che ci vuol far credere "il principe di questo mondo".

Gesù continua ad indicarci ogni giorno la nuova strada della rivoluzione, della rinascita e della risurrezione . Anche noi ogni giorno non stanchiamoci di parlare e di agire secondo il Vangelo. Portiamo la buona novella a tutti, portiamo la felicità a tutti "non come la dà il mondo" ma come la dà Gesù. Dimostriamoci innamorati di Dio dimodochè a partire dai nostri siamo "sua immagine". E combattiamo la nostra battaglia contro il male con tutto noi stessi , consapevole che i sacrifici sono indispensabili per arrivare alla vittoria come dice Paolo.

La nostra vita non è semplice ma complicata, il male ce lo troviamo sempre davanti le difficoltà pure ma senza togliere lo sguardo da Lui (come "chi a stella sempre è fisso", dice Dante ) vinceremo con soddisfazione la nostra battaglia per la conquista del "Regno" dove tutti potranno essere felici.

Henry