Dice Dio "la terra è mia!" E tanto più l'acqua, la nostra "sorella acqua" come diceva San Francesco. E oggi l'Asa vuole toglierci questo diritto naturale in nome del Dio Quattrino arrogandosi il diritto di annullare la legge naturale.
II cittadino ha accettato in "principio" di pagare delle tariffe "molto basse" per supplire alla manutenzione di questo bene comune, per sostituire i tubi le vasche i
filtri e per pagare gli operai che controllavano o eseguivano riparazioni. Tutti ciò comportava un spesa che serviva a pagare il servizio e comunque era un servizio pubblico per la salvaguardia della salute e dell'igiene.
Poi nel tempo si è detto
che non era più un servizio pubblico! Ma un servizio che doveva rendere subito sonante e frusciante denaro; e che, dandolo ai privati ci avremmo guadagnato.
Ora che le difficoltà economiche hanno messo in crisi i cittadini: che non hanno
più i denari necessari per una vita dignitosa, che a fatica sopravvivono, ecco arrivare i falchi dell'Asa che tagliano l'acqua. Cosa inconcepibile, dato che l'acqua è un diritto e non un sovrappiù come vogliono farci credere.
Signori politici, ora che vi
abbiamo eletto per rappresentare i nostri diritti, se non possiamo più usufruire del servizio in casa, allora dovrete rimettere le fontanelle per le strade così anche i poveri e diseredati potranno attingere come si faceva una volta, e portarsi l'acqua in casa in appositi contenitori. Sarà un po' scomodo ma almeno non dovremo subire prepotenze.
Enrico Beni
(Piombino) IL TIRRENO 28 GIUGNO 2009

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