Il papa, la convivenza non è sinonimo di libertà ma di egoismo...

Siamo d'accordo con Benedetto giacché la "convivenza" è nata nelle società opulente o cosiddette emancipate; per soddisfare in fine gli egoismi, e limitare gli impegni che la vita ci chiede.

E ' un invenzione della borghesia e delle giovani classi degli anni 70 e degli intellettuali tra cui Sarte :

Ricordiamo che:

. Non ci fu matrimonio. Ma un contratto a termine fra Simone de Beauvoir e Jean Paul Sartre, come ricorda Laura Laurenzi nel suo Amori e Furori (Bur).
“ E’ durata più di mezzo secolo- scrive- l’unione fra il filosofo dell'esistenzialismo e la scrittrice che per prima teorizzò la necessità per le donne di ribellarsi al loro destino biologico, madre severa e altera del femminismo. Senza sposarsi e nemmeno convivere, dividendo il loro cammino con una platea di amici, amiche, discepoli, amanti, segretarie, dame di compagnie, favorite , fidanzate meglio se come.”

Simone, scriverà “Io ero intelligente, ma lui era un genio, Sartre rispondeva esattamente ai desideri dei miei quindici anni: era il doppio in cui ritrovavo, portate all’incandescenza, tutte le mie manie. Con lui avrei potuto dividere tutto”. Gli darà sempre del lei e rimarrà con lui fino agli ultimi suoi giorni.

Decidono di dividere un contratto d’affitto reciproco, rinnovabile ogni due anni. Un contratto che “aveva una clausola bene definita- scrive Laurenzi.- Quella dell’infedeltà percepita come un dovere reciproco, una sorta di assicurazione contro le menzogne, i sotterfugi, le ipocrisie del matrimonio borghese”.

La loro vita però finisce tristemente cos^ .Sarte si ammala. Il suo corpo si decompone lentamente. L’ultima volta che Simone vede l’unico amore della sua vita è il 14 aprile del 1980. Lei rimarrà per tutta la notte distesa sul letto con il cadavere di Sartre. Lo bacerà sulle labbra prima che la bara venga chiusa. E’ stordita da psicofarmaci.


Bisogna però riconoscere che alla base non c' è solo l'egoismo, ma anche un importante handicap psicologico dovuto alla mancanza di sicurezza e della paura del domani delle nuove generazioni "imbonite" dal mondo dei media con le paure dei catastrofismi. Chi non si ricorda alcuni dei leit-motiv di fine anni 60 e 70 erano questi : "Il mondo va verso la catastrofe.. perché fare figli se poi non avranno futuro?" oppure dietro la famosa battaglia del divorzio ... " chi mi dice che il nostro amore durerà per sempre ?"

Queste incertezze propagandate ai quattro venti, sopportate da una educazione che ormai non esisteva più dato che i ragazzi erano lasciati a se stessi perché "i figli non erano nostri" e loro si dovevano scegliere i loro futuro; vedi l'esempio dei ragazzi americani di"Summerhill".

Hanno creato una società insicura di cui ora paghiamo le conseguenze.

La prima insicurezza è quella della convivenza che poi porta dietro di se tutte le altre insicurezze sociali politiche e di lavoro.

Il matrimonio invece è scelta è coraggio e gioia , è dono, completezza, giacché la bibbia ci dice: "I due saranno una sola carne"; e non due pezzi di carne che ciondolano da uno spago, sottoposti a tutti i venti (o eventi).

Il matrimonio è per sempre! e questa sicurezza, questa fede aiuta poi nella vita a superare tutte le difficoltà , salvo casi particolari che vanno risolti in modo appropriato con comprensione e con amore da parte delle istituzioni.

Dio aveva bene chiaro in mente il progetto di "matrimonio" perché era ed è una fotocopia del suo modo di essere che è dono, amore comunione profonda e vera senza nulla tacere o nascondere e senza sentimenti "privati"o necessità di prendersi un pò di tempo per essere sicuri di volersi ancora bene, fino ad arrivare alle... vacanze separate!

"Non divida l'uomo ciò che Dio ha unito.." perché troverebbe solo dolore, insoddisfazione, e tristezza.

 

Henry