QUALE CHIESA RINASCE DAL CONCILIO VATICANO II E DALLA PAROLA? PRIMA SCHEDA: DIVENTARE CONSAPEVOLI
INTRODUZIONE PER COMPRENDERE INSIEME
Perché questo percorso di riflessione
Due sono gli avvenimenti che ci spingono a riflettere insieme
in questa quaresima: il cinquantesimo anniversario dell'inizio
del Concilio Vaticano Il e il cammino di preparazione al Sinodo
Diocesano voluto dal nostro Vescovo. Approfittando di questi avvenimenti
lo scopo principale di questo sforzo di riflessione è quello
dell'aggiornamento, per assumere una consapevolezza ecclesiale
più profonda che ci aiuti a capire meglio chi è
e a che cosa è chiamata a vivere la Chiesa (= comunità
cristiana) alla quale apparteniamo. Qualcuno ha definito noi laici,
cioè la gente che nella Chiesa non ha compiti sacerdotali
e che siamo la stragrande maggioranza, come un "gigante addormentato".
Tanta gente cioè che partecipa alla vita ecclesiale, ma
che in troppi casi non fa lo sforzo per istruirsi, per aggiornarsi,
per diventare più cosciente su cosa ci sta a fare la Chiesa,
su qual è il suo compito, su come può servire e
rivivere la missione di Gesù nel mondo.. ecc.. Un gigante
pieno di potenzialità che deve però diventare più
capace di esprimersi, di esporre con consapevolezza e coraggio
le proprie idee, non lasciando questa capacità soltanto
agli esperti.
Quando si dice Concilio Vaticano II
Il Concilio è l'assemblea di tutti i Vescovi della Chiesa
Cattolica che si riuniscono per riflettere e decidere insieme
su questioni riguardanti la fede e la vita concreta della Chiesa
stessa. Di Concili ce ne sono stati tanti lungo il corso dei secoli,
fino ad arrivare a quest'ultimo, detto Concilio Vaticano II, iniziato
1'11 ottobre 1962 e conclusosi l'8 dicembre 1965. Lo schieramento
di questo Concilio era imponente: duemila padri consiliari (vescovi)
provenienti da tutto il mondo, i rappresentanti della Chiesa ortodossa
e delle Chiese protestanti e un nutrito gruppo di esperti nel
campo biblico e teologico, davvero un concilio universale ecumenico
e qualificato mai visto prima nella storia secolare della Chiesa.
Lungamente preparato e atteso, il Concilio Vaticano II ha spinto
la Chiesa a rivedere se stessa, le sue relazioni interne e le
modalità della sua presenza nel mondo. Il cammino conciliare
è stato lungo e animato da grandi discussioni e anche grandi
scontri, durante il quale tutti si sono confrontati con vivacità
e franchezza dando alla luce numerosi documenti impregnati di
tante belle novità. Due le novità più importanti:
quella contenuta nel documento "Lumen Gentium", nel
quale si definisce la Chiesa non più come società
disuguale formata dai pastori che devono condurre e dal gregge
che docilmente deve seguire, ma come popolo di Dio tutto chiamato
a vivere una vita di Comunione e di Missione, fondata sul mistero
della vita della Trinità, il nostro Dio Famiglia. L'altra
importante novità, contenuta nel documento "Gaudium
et spes", è stata lo stabilire che la Chiesa è
chiamata a porsi nei confronti del mondo in atteggiamento di ascolto
e di servizio e in atteggiamento di partecipazione, di comprensione
e di misericordia delle sue gioie e dolori, delle sue ansie, ricerche,
attese, speranze, abbandonando l'atteggiamento di condanna come
spesso era accaduto invece nel passato. Da queste novità
ne erano scaturite a cascata tante altre, tra le quali quella
di stabilire che la Parola di Dio non doveva più restare
solo appannaggio di qualcuno, ma che andava rimessa nelle mani
di tutti i credenti.
Continuità, discontinuità, compromesso
Sono le parole usate oggi dagli esperti per dire che il Concilio
Vaticano II ha segnato una riscoperta e quindi una continuità
con il vissuto delle comunità cristiane delle origini,
ma ha segnato anche una grossa discontinuità rispetto alla
vita e alle idee della Chiesa precedenti a questo Concilio, discontinuità
che qualcuno ha definito addirittura come "rivoluzione copernicana".
Pur con le novità nate da questa discontinuità che
aveva dato grandi speranze per un cammino davvero rinnovato, il
Concilio è strato costretto però anche a trovare
molte soluzioni di compromesso, come sempre avviene quando si
ricerca l'unità possibile tra persone con idee diverse
e questo stile di compromesso lo si trova all'interno degli stessi
documenti conciliare dove in una pagina leggiamo
una cosa e in un'altra sembra ne venga affermata una molto diversa. La parola compromesso non è però solo negativa, ma ha anche una valenza positiva importante, perché compromettere vuol dire "promettere insieme" e cioè: essere arrivati a definire tutti insieme qualcosa dopo un cammino di sincera ricerca, sapendo però che quello che si è definito non è statico, immutabile, per sempre, ma che deve crescere, svilupparsi, evolvere verso sempre nuove idee e nuove modalità di vita. Così è stato il Concilio Vaticano II: un punto di arrivo dopo un lungo cammino precedente di ricerca, di crescita e di travaglio e nello stesso tempo un punto di ripartenza per un nuovo cammino che portasse a sviluppare, ad ampliare e a far progredire le novità e il modo più autentico di essere Chiesa emerse dal Concilio.
Il cammino postconciliare
Iniziava così il cammino postconciliare per far recepire
le istanze del Concilio, per ampliarle e svilupparle. In questi
cinquant'anni questo cammino è stato portato avanti soprattutto
da tre fattori: il primo è stato l'accelerato progredire
degli studi biblici che hanno cambiato il modo di leggere, di
interpretare e di comprendere la Parola di Dio. Il secondo fattore
è stata la luce dei documenti di sviluppo sulle idee del
Concilio elaborati dal Magistero (= di Papi e di Vescovi di tutto
il mondo) e dalla vivace ricerca dei teologi. Il terzo fattore
sono state le esperienze vissute da tante credenti che hanno cominciato
a sperimentare le novità che il Concilio indicava e le
coraggiose esperienze pastorali di tante Chiese, in particolare
di quelle del Sud del mondo. Tante persone dunque hanno ricercato
e sperimentato (e ricercano e sperimentano tuttora) per sviluppare
e far evolvere in avanti le intuizioni del Concilio, tra cui uomini
e donne laici che finalmente hanno potuto accedere a studi biblici
e teologici, cosa che prima era quasi per niente avvenuta. I documenti
del Concilio Vaticano II vanno quindi affrontati oggi non solo
così come erano stati scritti allora, ma anche conoscendo
gli studi successivi e la grande ricchezza di una ricerca che
spinge ad andare sempre avanti, a non restare fermi o a tornare
indietro. Per questo noi facciamo ora questo percorso quaresimale
facendoci aiutare prima di tutto da due teologi che, insieme a
tanti altri colleghi, hanno approfondito la visione di Chiesa
scaturita dal Concilio Vaticano II e che oggi sono tra quelli
che maggiormente l'hanno compresa: don Giordano Frosini, che a
S. Bernardino ci ha tenuto su questo argomento una bella e vivace
relazione e Serena Noceti, vicepresidente dell'Associazione Nazionale
dei Teologi Italiani. Ci aiuteremo poi anche con la nostra esperienza
pastorale e con la rielaborazione, fatta con parole nostre, di
alcune novità conciliari, illuminati sempre dalla Parola
di Dio e dai documenti del Magistero postconciliare. Alla fine
di questo percorso non sapremo tutto e non avremo forse capito
tutto ma certamente saremo diventati più consapevoli del
nostro essere Chiesa e capaci di seguire il cammino del nostro
Sinodo Diocesano.
CHIESA: POPOLO DI DIO CHIAMATO A COMUNIONE E MISSIONE
Presentiamo per concludere una sintesi su chi è la Chiesa
e qual è la sua vita, presentataci da don Giordano Frosini
e che da anni già proponiamo alle nostre due comunità
parrocchiali. Dal giorno del nostro battesimo dovremmo sapere
a memoria le poche righe del Vangelo di Marco 3, 13-15, nel quale
è descritto il sogno di Gesù sulla Chiesa. Quel
giorno egli chiamò a sè i suoi discepoli e discepole
e...
Ne costituì dodici
Non li costituì vescovi o preti, ma li costituì
popolo nuovo. Come dodici era l'antico popolo di Israele, così
dodici è il popolo nuovo chiamato da Gesù e in questo
popolo nuovo ci siamo tutti noi cristiani di tutti i tempi e luoghi,
tutti i discepoli e le discepole che accogliendo la Sua chiamata
vanno da Lui e gli mettono a disposizione se stessi e tutte le
loro potenzialità.
Li chiamò perché stessero con Lui = chiamati
alla COMUNIONE
Chiamati a stare con Gesù andandogli dietro, per conoscere
il volto vero di Dio che Lui rivelava, per conoscere la sua vita
e per imparare a riviverla nella nostra vita. Questo stare con
Gesù educa "il
Dodici" (= popolo nuovo) a stare tra loro discepoli e a stare
con tutti, in una comunione che si allarga come in tre cerchi
non chiusi uno all'altro, ma aperti e che si compenetrano l'uno
con l'altro. Atti 2, 42 ci fa immaginare la Comunione come una
casa sostenuta da quattro colonne: erano assidui all'ascolto della
Parola, alla comunione fraterna, alla frazione del pane e alla
preghiera.
E per inviarli = chiamati alla MISSIONE
Dice il Vangelo: inviati a predicare e a scacciare i demoni, che
tradotto in lingua corrente vuol dire: inviati ad annunciare Dio-Amore,
Dio-Gesù, e a vivere una solidarietà liberante,
solidarietà che risana, ridona vita, rimette in piedi nella
posizione dignitosa di figli di Dio. Annuncio e Solidarietà
liberante sono le due "gambe" che fanno correre, avanzare,
la missione di Gesù nel mondo, perché il Regno sia
annunciato, accolto e vissuto per la vita e la gioia di tutti.
Trinità: mistero di Comunione e di Missione
Gesù ha vissuto costantemente Comunione e Missione e ha
chiesto la stessa cosa a noi discepoli e discepole. Ma perché
Gesù vive questo e chiede anche a noi di viverlo? Perché
la Famiglia da cui Gesù proviene, la Trinità, vive
Comunione e Missione. Il nostro Dio, la Trinità, è
un Dio Famiglia che vive al proprio interno una fortissima comunione
di amore, di accoglienza, di dono, di scambio reciproco, vive
una fortissima unità. Questa Comunione però non
rinchiude e non barrica il nostro Dio Famiglia in un nido fortificato
e protetto, ma è una Comunione, un Amore che si apre, rischiando,
alla Missione tra noi umanità e ben due su tre della Trinità
sono inviati in Missione nel nostro mondo rischiando grosso. Pensiamo
alla fine tragica di Gesù e allo Spirito Santo a tutt'oggi
sovente respinto!
Questa è la Chiesa: costituita per vivere Comunione
e Missione e questa sintesi verrà approfondita e ampliata,
con parole e riflessioni diverse, nelle prossime schede.
PER VIVERE UNO SCAMBIO TRA NOI
Cosa già sapevamo, cosa si è chiarito di
più o ci è risultato essere una novità, rispetto
a ciò che abbiamo letto insieme? Vogliamo comunicarci qualche
emozione o qualche perplessità?
A partire da esperienze di cammini ecclesiali che abbiamo fatto: vogliamo aggiungere altri elementi, oltre a quelli descritti nella scheda, che possono aiutarci tutti a chiarire e ad approfondire?
C'è qualcosa che non abbiamo capito o sulla quale
vorremmo avere luci maggiori? Aiutiamoci a vicenda...