QUALE CHIESA RINASCE DAL CONCILIO VATICANO Il E DALLA PAROLA? SECONDA SCHEDA: PERCHE' ESISTE LA CHIESA?
GESU': FONDATORE O FONDAMENTO DELLA CHIESA?
Prima del Concilio era dominante l'idea che la Chiesa, come istituzione
religiosa con tutto il suo apparato di gerarchie e di riti, sia
stata fondata da Gesù per una sua precisa volontà
e scelta. Già prima del Concilio però, la riflessione
di alcuni esperti del tempo e una più corretta interpretazione
dei brani di Vangelo sui quali ci si appoggiava per affermare
questo aveva messo in crisi la visione del Gesù fondatore
e oggi, grazie al lungo cammino di riflessione teologica e di
rinnovati studi biblici del dopo Concilio, si può affermare
che Gesù non ha avuto nessuna intenzione di fondare una
nuova istituzione religiosa accanto alle altre. Piuttosto Gesù
ha concentrato la sua vita attorno al Regno di Dio. Dio-Gesù
ha lasciato la sua famiglia, la Trinità ed è sceso
in missione tra noi umanità per dirci la Buona Notizia
del Regno, per rendercelo visibile e concreto con gli atti messianici
di guarigione e di liberazione che Lui compiva e poi per attualizzarlo
e poi-tarlo avanti nella storia con il segno del Dodici, segno
di un popolo nuovo che camminando dietro a Lui testimoniasse questo
Regno, l'Amore folle di Dio per noi umanità. Gesù,
allora, non fondatore di un certo tipo di istituzione religiosa,
ma fondamento, roccia solida, di una comunità di discepoli
e di discepole che vogliono vivere come Lui per il Regno. Visto
che Dio-Gesù è venuto sulla terra e ha speso la
Sua vita per annunciarci e testimoniarci il Regno e visto che
ci ha convocati in popolo nuovo per fare anche noi la stessa cosa,
riscopriamo ancora una volta in cosa consiste il Regno di Dio,
rileggendoci insieme queste note elaborate da noi sull'argomento
e che già conoscete.
Regno: comportamento di Dio verso noi umanità
Il Regno è il modo con cui Dio regna su noi umanità,
è il Suo comportamento verso noi umanità. E il comportamento
di Dio è: amore, accoglienza, misericordia, unilaterali,
gratuiti, per sempre e senza pentimenti. Non solo ci ama, ci accoglie,
ci usa misericordia, ma è il "come" lo fa che
è importante: Dio ci ama, ci accoglie, ci usa misericordia
in modo unilaterale, gratuito, sempre e senza mai pentirsi. E
ci ama così "mentre siamo peccatori", mentre
gli siamo nemici. Dio, il Dio di Gesù, Dio-Gesù,
non chiede a noi di salire a Lui con i nostri sforzi, né
ci chiede di purificarci per essere degni di Lui, ma è
Lui che scende a noi, colmando Lui "gratis" la distanza
che ci separa. Dio ci ama perché ci considera figli, prima
e a prescindere da ogni nostro comportamento morale. Il Dio di
Gesù, Dio-Gesù, non fa mai l'offeso con noi, non
ci minaccia mai castighi, non ce la fa mai pagare, non ci butta
mai via. Possiamo fare tutto il male che ci pare, ma niente può
annullare questa accoglienza di Dio per noi già avvenuta
una volta per tutte in Gesù, per sempre e senza pentimenti.
Questo Amore è per tutti, ma un privilegio il Padre lo
attua: non per i più buoni e osservanti, ma per i più
disgraziati, perché le viscere materne di Dio si commuovono
per questi figli che sono in particolare situazione di bisogno
fisico o morale. Ormai più nessuno quindi può sentirsi
abbandonato o maledetto, perché Dio-Gesù è
già sceso con lui nella sua situazione per indicargli una
possibilità di rinascita. Siamo figli e la gioia più
grande di Dio è quella di ricuperarci all'Amore quando
siamo figli disobbedienti e malvagi.. La sua gioia più
grande è di donarci sempre... ma proprio sempre... l'opportunità
di ricominciare una vita nuova. A tutto questo Dio ha messo un
sigillo inequivocabile: la Croce di Gesù. La Croce non
ci parla di un Dio assassino che vuole la morte del Figlio perché
gli plachi l'immensa ira che i nostri peccati hanno scatenato,
ma essa ci rivela un Dio che si lascia assassinare Lui piuttosto
che eliminare noi. Ci rivela che la Sua saracinesca Dio la lascia
sempre aperta, mentre noi gli chiudiamo fragorosamente in faccia
la nostra. E ci rivela che quando decidiamo di rialzarla.. appena
appena con uno spiraglio.. troviamo Lui già a braccia aperte
per abbracciarci e ridonarci la possibilità di ricominciare.
Questo è il Regno di Dio, il Suo modo di regnare su noi
umanità, su tutta l'umanità, non solo sui cristiani,
ma su tutti.
Parametri diversi dai regni umani
Lo Stato in cui governa un re si chiama monarchia. Nel Regno di
Dio non esiste monarchia, ma esiste invece familiarità,
amicizia, comunione. Colui che governa un regno, una monarchia,
si chiama re, monarca. Nel Regno di Dio non c'è un monarca,
ma un babbo, un papà buono, il Padre di Gesù e nostro,
il suo amatissimo Abba, quello che ama "così"
come si è detto finora e balbetteremo sempre per descrivere
questo Suo Amore pazzesco, impazzito per noi. Gli abitanti di
un regno si chiamano sudditi. Nel Regno di Dio non esistono sudditi,
ma solo figli amati dal buon papà Dio e quindi tutti fratelli
e sorelle tra noi. Quando un re emana delle leggi vuole che i
suoi sudditi obbediscano a esse. Nel Regno di Dio non ci sono
queste leggi a cui obbedire perché alle leggi dei padroni
obbediscono i servi, ma esiste invece l'invito alla "somiglianza"
perché questa compete ai figli: siate somiglianti al Padre
vostro (e non "perfetti" come sempre traduciamo). Somiglianza
al Padre amando "come" Lui ama, come ha fatto Gesù.
Questa è l'unica grande legge e l'unica grande obbedienza
ammesse nel Regno.
A noi cosa resta da fare?
Nell'ottica del Regno saltano tutte le categorie che purtroppo
abbiamo ancora in mente: merito, premio, castigo, espiazione..
.Ma cosa vogliamo meritare, cosa vogliamo espiare! Io, tu, tutti
noi siamo già stati raggiunti gratis dall'Amore. Dio ha
già fatto irruzione nella nostra vita con amore, misericordia,
accoglienza, prima che noi facessimo qualcosa di bene per Lui.
Allora, a noi cosa resta da fare? Siccome tutto quello che abbiamo
detto finora è dono gratuito, a noi è richiesto
di accogliere il dono e di rispondere con Amore all'Amore, vivendo
in somiglianza col Padre, dietro a Gesù. Questo vuole Dio
da noi: che coscienti di questo Suo Amore pazzesco noi rispondiamo
riamandolo con il riversare il nostro amore su tutti i Suoi figli
considerati ormai fratelli e sorelle, accogliendoli, usando loro
misericordia, sanandoli, solidarizzando... con la stessa modalità
di gratuità assoluta che Dio vive verso noi umanità.
Regno non per l'aldilà, ma...
Usando a volte l'espressione "regno dei cieli" possiamo
pensare all'aldilà, a un posto dove andremo, il paradiso
e che per arrivarci occorra "salvarci l'anima". Non
è così, perché il Regno dei cieli è
la stessa cosa che dire Regno di Dio (= il Dio che regna nei cieli
è lo stesso che regna sulla terra amando come si è
detto) e il rispondere con Amore all'Amore del Regno non è
solo per salvarsi l'anima, per andare in paradiso, ma è
impegnarsi per vivere e aiutare tutti a vivere una vita salvata,
libera, non schiavizzata, umanizzata, "adesso" e "qui".
E questo vuol dire: vivere dìetro a Gesù e"come"
Lui la nostra semplice quotidianità, segnata da uno stile
di condivisione, di servizio, di misericordia, di perdono, di
verità e di luce, di impegno per la giustizia, l'onestà,
la pace, per il bene comune e non per interessi personali...,
insomma vuol dire vivere tutto il Vangelo che davvero salva e
umanizza la vita. Certo, il Regno di Dio ha anche una dimensione
escatologica, che riguarda cioè il futuro che troveremo
alla fine della nostra vita e del tempo: l'Amore di Dio che scende
gratuitamente e che noi abbiamo accolto e diffuso ora, ci riporterà
con sé nell'aldilà, ancora nel Regno dell'amore
che non si esaurisce mai.
PERCHE' ALLORA ESISTE LA CHIESA?
Il popolo nuovo voluto da Gesù viene alla luce come Chiesa
il giorno di Pentecoste per l'azione dello Spirito Santo. Lo Spirito
la fa nascere, la anima e le dà forza perché la
Chiesa sia nel mondo memoria viva e operosa di "questo"
Amore di Dio per l'umanità, rivelato e vissuto da Gesù
Crocifisso e Risorto. Lo Spirito anima e dà forza alla
Chiesa non perché esista come istituzione religiosa che
celebra riti, cerimonie o quanto altro, ma perché esista
come "spedizione di Dio" nel mondo per dire e rendere
visibile il Regno è cioè questo comportamento di
Dio impazzito d'Amore per noi umanità. Lo Spirito anima
e dà forza alla Chiesa per essere popolo che con creatività
accoglie e testimonia il Regno durante il corso della storia in
situazioni sempre nuove e inedite che non c'erano ai tempì
di Gesù. La Chiesa allora esiste solo perché ogni
suo progetto e iniziativa siano a servizio del Regno e cioè
che tutto serva a conoscere, accogliere, vivere, annunciare e
testimoniare questo Regno, liberandosi da ciò che non porta
a questo, aggiornandosi, convertendosi e riformandosi continuamente
per poter vivere questo.
L'ISTITUZIONE CHIESA SI SVILUPPA IN UN PROCESSO STORICO
Presente solo come intuizione al Concilio e poi sviluppata da
studi e ricerche successive, oggi si tende a ritenere che la Chiesa
si sia istituzionalizzata attraverso un processo storico progressivo
che non è stato sempre lineare, ma che ha conosciuto momenti
bellissimi, momenti oscuri e anche pessimi, come sempre avviene
per ogni realtà umana che vive nella storia. All'inizio
piccole comunità solo giudeo-cristiane, poi comunità
cristiane formate anche da altre etnie le cui difficoltà
fanno nascere dei ministeri (= servizi) in aiuto a quello degli
Apostoli. Poi con il progredire della storia, la generazione degli
Apostoli che scompariva e i credenti che si moltiplicavano, il
processo di crescita richiedeva una organizzazione maggiore e
la nascita di altri ministeri per coordinare le sempre nuove comunità
e per garantire che ci si potesse mantenere fedeli all'essenziale
e cioè alla fede e all'impegno degli Apostoli: annunciare
la morte e risurrezione di Gesù annunciatore e testimone
del Regno e il Suo ritorno alla fine dei tempi. Non sono quindi
ministeri nati per volere divino, ma per rispondere alle necessità
che le comunità incontravano storicamente per poter essere
ovunque popolo nuovo voluto da Gesù e partorito dallo Spirito
Santo. Questo processo storico, se da una parte avvalora la legittimità
dell'istituzione Chiesa, dall'altra però spinge la Chiesa
a discernere sempre, con prudenza e coraggio, ciò che è
essenziale da ciò che può e deve essere modificato
per essere fedele alla Sua Missione, quella affidatale da Gesù
e trasmessaci dagli Apostoli: 1'armuncio e la testimonianza del
Regno.
PER VIVERE UNO SCAMBIO TRA NOI
Cosa già sapevamo, cosa si è chiarito di
più o ci è risultato essere novità rispetto
a ciò che abbiamo letto insieme? Vogliamo comunicarci qualche
emozione o qualche perplessità?
Quali conseguenze di vita, per ciascuno di noi e per la nostra comunità cristiana, tiriamo fuori dalla riflessione su questa scheda? Scambiamo, discutiamo, personalizziamo... per aiutarci tutti a essere più seguaci di Gesù, membri del popolo nuovo da Lui voluto a servizio del Regno.