DECRETO LEGGE LEVI N. 1257
NUOVA DISCIPLINA DEL PREZZO DEI LIBRI
APPROVATO IN COMMISSIONE CULTURA IL 14 LUGLIO 2010
(Oggetto e finalità generali)
1. La presente legge ha per oggetto la disciplina del prezzo
dei libri.
2. Tale disciplina mira a contribuire allo sviluppo del settore
librario, al sostegno della
creatività letteraria, alla promozione del libro e della
lettura, alla diffusione della cultura,
alla tutela del pluralismo dellinformazione.
Art. 1 (Disciplina del prezzo dei libri)
1. Il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio
nazionale è liberamente fissato
dall'editore o dall'importatore ed è da questi apposto,
comprensivo di imposta sul valore
aggiunto, su ciascun esemplare o su apposito allegato.
2. È consentita la vendita ai consumatori finali dei libri,
da chiunque e con qualsiasi modalità
effettuata, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo
fissato, comprensivo di imposta sul valore aggiunto, .
3. Ad esclusione del mese di dicembre, agli editori è
consentita la possibilità di realizzare
campagne promozionali, per un periodo non superiore a un mese,
con sconti sul prezzo
fissato, comprensivo di imposta sul valore aggiunto, che eccedano
il limite fissato al comma
2. E comunque fatta salva la facoltà dei dettaglianti,
che devono in ogni caso essere
informati, di non aderire a tali campagne promozionali.
4. E consentita la vendita di libri con sconti fino ad
una percentuale massima del 20 per cento
sul prezzo fissato, comprensivo di imposta sul valore aggiunto:
a) in occasione di manifestazioni di particolare rilevanza internazionale,
nazionale, regionale
e locale, ai sensi degli articoli 40 e 41 del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112;
b) in favore di organizzazioni non lucrative di utilità
sociale, centri di formazione
legalmente riconosciuti, istituzioni o centri con finalità
scientifiche, o di ricerca, biblioteche,
archivi e musei pubblici, istituzioni scolastiche di ogni ordine
e grado, educative ed
università, i quali siano consumatori finali;
c) quando i libri sono venduti per corrispondenza e/o nell'ambito
di attività di commercio
elettronico.
5. I commi 1 e 2 non si applicano per i seguenti prodotti:
a) libri per bibliofili, intesi come quelli pubblicati a tiratura
limitata per un ambito ristretto e
di elevata qualità formale e tipografica;
b) libri d'arte, intesi come quelli stampati, anche parzialmente,
con metodi artigianali per la
riproduzione delle opere artistiche, quelli con illustrazioni
eseguite direttamente a mano e
quelli che sono rilegati in forma artigianale;
c) libri antichi e di edizioni esaurite;
d) libri usati;
e) libri posti fuori catalogo dall'editore;
f) libri pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi
almeno sei mesi
dall'ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore
al dettaglio;
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Mia prima risposta
----- Original Message -----
From: bancarella editrice aruba
To: aliass@tin.it
Sent: Saturday, July 17, 2010 9:46 AM
Subject: Rif: Comunicazione Legge Levi
non sono d'accordo !
Il prezzo del libro come in quasi tutta europa deve essere fisso
!!
Saluti
Enrico Beni
La bancarella
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Da: ALI
Data: 22/07/2010 17:07:55
A: bancarella editrice aruba
Oggetto: Re: Comunicazione Legge Levi
Caro collega,
la tua, seppure stringatissima, osservazione mi induce a replicare
con un quadro della situazione che caratterizza il settore editoriale-librario
nel nostro Paese.
La proposta di legge Levi approvata all'unanimità alla
Camera con gli emendamenti da noi concordati con l'AIE, dopo
un lavoro durato quasi due anni, che, ci auguriamo, entrerà
in vigore il 1° novembre se approvata dal Senato, intende
mettere ordine in un comparto in cui oggi, come sai, regna la
più totale deregulation.
Gli sconti selvaggi, l'assenza di regole, il caos totale ha indotto
perfino l'antitrust a salutare il ddl Levi come un provvedimento
a salvaguardia dei consumatori e del pluralismo dell'informazione.
Abbiamo trovato un giusto compromesso tra il modello francese
e quello inglese, in un mercato, quello italiano, dominato dal
forte potere dei grandi editori che con le vendite nelle loro
librerie, on line e nella GDO hanno ormai superato il 50% delle
vendite globali.
La legge mette tutti sullo stesso piano: lo sconto massimo
applicabile da chiunque venda libri è il 15%, proibite
le promozioni al dettaglio da CHIUNQUE effettuate, consentite
soltanto quelle degli editori che potranno durare un mese, non
potranno essere effettuate a dicembre e dovranno coinvolgere
TUTTE le librerie e non soltanto, come accade oggi in una anomalia
tutta italiana, esclusivamente i punti vendita delle proprie
catene, l'online e la GDO.
La normativa pone inoltre un freno, lo sconto massimo del
20%, alle vendite online, oggi in crescita, e alle biblioteche,
attualmente senza alcun vincolo di sconto.
L'alternativa è il caos che viviamo ogni giorno in cui
qualsiasi dettagliante, specialmente delle catene editoriali
e della Gdo, effettua promozioni iperboliche deleterie per i
librai.
La proposta Levi, qualora approvata, costituirà l'inizio
di una nuova fase per il nostro settore, in cui sarà necessario
rimodulare i rapporti editori-distributori-grossisti-librai (oggi
comunque già impostati dall'Ali sulla ricerca di accordi
commerciali per i soci, in alcuni casi già attivi - Giunti,
Gems, Lupetti, Informazioni Editoriali per il Servizio Arianna,
o in fase di ridefinizione, Mondadori, Rcs) in una ottica di
ampio respiro verso un mercato che ormai è avviato sulla
strada di mutamenti velocissimi.
Al di là di un tam-tam assai impreciso e fuorviante che
ha invaso le rassegne stampa italiane negli ultimi giorni, riteniamo,
insieme alla stragrande maggioranza dei colleghi e degli altri
attori della filiera, che la legge Levi costituisca un passo
importante per tutti noi librai indipendenti.
Cordiali saluti.
Il Presidente
Paolo Pisanti
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Da: bancarella editrice aruba
Data: 22/07/2010 19:30:30
A: aliass@tin.it
Oggetto: Rif: Re: Comunicazione Legge Levi
Vi ringrazio per la risposta
abbastanza esaustiva ma purtroppo sempre nell'ottica del libro
come merce, cosa che invece non è in Francia , Germania,
Austria...
Li hanno capito da sempre che il libro è cultura e che
i librai fanno cultura e anche gli editori più avveduti.
Non si può mercificare un prodotto culturale perché
si rischia come si fa da anni in Italia di stravolgerlo e di
renderlo un soprammobile o l'oggetto di tendenza o di moda del
momento. Rileggendo la carta dei librai francesi (http://www.bancarellaweb.it/librai/LIBRAI%20FRANCESI.html),
gli ultimi arrivati ad avere il prezzo fisso, si coglie che le
librerie sono rifiorite, i libri si vendono di più i cittadini
sono sempre più attenti grazie anche alla cultura che
passa dal libro.
In Italia i librai continueranno a chiudere. Anch' io sono stato
libraio per 40 anni; la libreria che dirigevo, per oltre 60,
si fregiava anche della dicitura libreria storica...
Ma quando i librai hanno lo sconto del 27 % sulla varia e del
19- 20 % sullo scolastico , come si può sopravvivere con
un guadagno del 17% e del 4- 5% ??
Soprattutto la Gdo fa concorrenza scorretta giacché ad
esempio nei libri di scuola fa il 15% e poi non garantisce tutti
i libri !!!! ai loro clienti come fanno le librerie tradizionali,
anzi pretendono che le librerie tradizionali vivano dei loro
scarti , e fare lo scolastico ordinando duo o tre libri per classe
e per l' aggiunta di difficile reperimento non fa che aumentare
il numero delle chiusure. Molte librerie prima (anche noi, ed
eravamo in attivo ) facevano, lo scolastico perché dal
surplus di questo trovavano finanziamenti per i libri di varia.
Poi nella varia era il best seller's che permetteva di racimolare
risorse per tenere altri libri che La Gdo mai terrà perché
loro vendono i libri a metraggio (grande invenzione della scuola
per librai di Mauri!) e se non rendono... nisba!
Le librerie poi sono sempre state un polo di attrazione per promuovere
la lettura attraverso conferenze, dibattiti, mostre dialoghi
con i lettori, quanto tempo passato a dialogare con loro ! Ma
ora guardatevi intorno, le nuove librerie sono spoglie, i loro
operatori non conoscono i libri ,non amano la cultura ma il guadagno.
Rifiutano il libri anche anche in conto deposito perché
poi bisogna fare le giacenze !!!! e poi "quando quel libro
me lo chiederanno l'ordinero!".
Ma non sanno dove e come ordinarli , usano i database dati loro
da una o due agenzie di distribuzione.... Ma gli editori sono
oltre 3700 ! e non lo sanno !.
Questo stillicidio di librerie storiche continuerà perché
le premesse dello sconto portano sola a questo, quando saremo
davvero in Europa forse qualcuno si accorgerà che in Italia
mancano le librerie, le vere librerie e che Spadolini , uomo
di cultura e preveggente aveva parificato con una legge ancora
in vigore a beni culturali.
Per l'intanto noi facciamo gli editori (piccoli) cercando di
portare cultura come facevamo prima come librai attraverso piccole
librerie, o internet, senza fare sconti, chi vuole il libro prima
deve andare in libreria e poi se non lo trova da noi ma senza
sconto perchè ogni volta che un lettore acquista in rete
si perde un cliente alle librerie e si interrompe il dialogo
culturale "a voce" che solo nelle librerie si può
fare , con i l libraio con altri clienti attraverso conferenze
dibattiti. Piccole cellule di cultura che danno vita al dibattito
ne paese.
Nel nostro sito teniamo sempre la dei librai che aggiorniamo
quando ci sono cose nuove e purtroppo non "buone nuove"
cordiali saluti
per La Bancarella editrice e per l'ex Libreria omonima
Enrico Beni
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