Caro Onorevole Ferdinando Adornato... dei librai ti sei dimenticato...
 

 Piombino 08/04/2003

 

 Caro onorevole Ferdinando Adornato

e.p.c. Rodrigo Diaz Presidente A.L.I.

Ho avuto modo di leggere su Bookshop di Aprile la tua proposta di legge e la trovo semplicemente incompleta e di parte come lo è stata la legge ,la tanto lodata legge del libro che regolava lo sconto e poi niente altro.. .Certo il mondo del libro non è fatto di librai ma anche di editori , distributori , biblioteche scuole e lettori soprattutto. Ma anche i librai penso debbano aver le medesime possibilità che hanno gli altri soggetti che ruotano intorno al mondo del libro, soprattutto anche e solo per la grandezza del loro insostituibile compito che da sempre ha portato e porta la cultura verso i cittadini .Mi meraviglia che nell'intervista al rigo 20 dici " Il principale metodo che ho seguito è stato di sondare il terreno tra i vari operatori del settore..." ma io credo che i librai non li hai sentiti altrimenti avresti avuto altre proposte per loro se non quella scandalosa di far rimanere lo sconto massimo al 15% (e addirittura in certi casi, anche deroghe !! ) Se leggevi alcuni numeri di Bookshop di qualche mese fa ti saresti accorto che la maggioranza dei librai e addirittura il redazionale della rivista hanno considerato questo sconto un grave danno per la maggioranza dei librai , escludendo quelli dei grossi centri che grazie al loro fatturato hanno integrato lo sconto al lettore con un super sconto degli editori verso di loro, recuperando di fatto la cifra perduta per un falso buonismo dello stato verso gli interessi dei lettori.

Inoltre sempre per quanto riguarda lo sconto avresti dovuto proporre di modificare la legge ai punti 3 comma f-i-ibis perché questi hanno contribuito a far chiudere molte librerie l'ultimo caso eclatante è quello della chiusura della storica libreria Marzocco di Firenze.

Ecco che allora le soluzioni per una legge "equa e solidale" sono altre e vanno inquadrate in una riforma che tenga conto di tutte le variabili e i soggetti interessati, a tutti deve essere data la stessa possibilità di vivere e agire con tutta tranquillità.

Lo sconto sul libro va abolito o al massimo consentito nell'ordine del 10%

oppure avere maggiore sconto da parte degli editori , come hanno gli ipermercati e i supermercati , loro hanno lo sconto minimo del 50% e pagamenti a 365 giorni e grazie a questi possono fare tutti gli sconti che vogliono e potremmo farli anche noi... Questa affermazioni non sono campate in aria ma frutto di indagini trasversali e l'ultimo caso ad esempio si è verificato presso un ipermercato di Bologna dove un grosso editore del Nord che però questa volta a queste richieste esose ha detto "picche" ma non certamente lo hanno detto tutti gli altri editori che sono presenti nella grande distribuzione. Questo doppio mercato inoltre è anche un modo da parte degli editori verso il librai medi e piccoli e le cartolibrerie per recuperare gli "sconti" che concedono a quei soggetti. A noi sconti max del 30% a loro 50% e oltre . Non mi sembra un comportamento "eticamente" giusto anche Max Weber autore dell' "Etica protestante e lo spirito del capitalismo " si rivolta nella tomba! .Inoltre la grande distribuzione manca della serietà che contraddistingue i librai da sempre, prova ne è che ora che prenotano i libri di scuola (con lo sconto del 10% ! i librai se non lo sai hanno lo sconto del 20 % 22 % in qualche raro caso 25% più le spese ) non garantiscono al cliente l'evasione dell'ordine completo, riservandosi di fargli avere un 60 - 70% dei libri e per gli altri li pregano (ipocritamente) di rivolgersi al loro librario di fiducia , mancando di onorare un contratto verbale che i librai tradizionali hanno sempre rispettato a costo di fare pari o rimetterci per le spese di spedizione dovute ad ordinare ora un libro qua ora uno là.

Lo sconto tramite commercio elettronico deve essere lo stesso di quello del mercato (art 3 comma i) tanto più che oggi Internet è di casa e ordinare via Web è diventata una pratica comune e molti lettori vengono in libreria con le pagine web stampate e "pretendono " simili trattamenti e noi che lavoriamo sul territorio e che ci sforziamo di fornire un servizio sempre più efficiente e attento al cliente ci sentiamo sottrarre anche qui come dai supermercati clienti alla fine invece che libri resteremo a vendere pettini e saponette !

Lo sconto per le biblioteche archivi e musei pubblici (art 3 comma i-ibis)deve essere lo stesso di quello di mercato tanto più che da questi proveniva una parte non indifferente di aiuto economico ai librai, ora i librai devono dare lo stesso un servizio a questi enti come bibliografie , ricerche e preventivi e poi questi ordinano direttamente e come se andassimo dall'avvocato gli chiedessimo un consulto e poi lo ripagassimo con un grazie prego scusi tornerò...

Insomma deve essere chiaro che verso il librai si fa dei veri soprusi e differenziazioni economiche che non trovano giustificazione se non in un regime di" libera e piratesca concorrenza " a cui ha dedicato qualche pensiero scritto pure il nostro amato Giovanni Paolo II .

Infine non comprendiamo l'art 6 del suo progetto di legge n. 3525 dove si parla di Incentivi per l'apertura di nuovi esercizi per la vendita dei libri... forse quando saranno chiusi tutti quelli ora sul mercato si potrà procedere a nuove aperture ..

Termino qui anche se c'e' ancora molto da dire ma forse quando il "centro di coordinamento delle politiche di promozione del libro e della lettura " (Art 1 del progetto di legge n. 3525) sarà attivo avremo la gioia di sentirci interpellati ascoltati e forse non più emarginati.

Per il resto la tua proposta può essere accettabile anche se limitata a certe iniziative .

Concludo chiedendo che i librai i supermercati , il commercio elettronico ecc abbiano tutti la stessa opportunità di vendita e che la concorrenza si basi solo sul servizio e non sullo sconto, se poi gli editori vogliono fare gli sconti , basta che abbassino il prezzo dei libri ,stampino in contemporanea , le novità sia rilegate che in edizione economica sollecitino lo stato (come leggo nella tua proposta ) a dargli a prezzo politico gli spazi pubblicitari e chiedano trasmissioni dell'accesso alla Rai e alle tv private dove si riparli finalmente dei libri e non dei pettegolezzi da comari concorsi milionari ecc ecc ma questa è un altra storia che continua alla prossima puntata .

Enrico Beni

Libreria La Bancarella Piombino -li-