Da: labancarella
Data: 19/05/06
A: aardissone@e-duesse.it
Oggetto:lettera di un giovane libraio sessantenne
 

 G.le Anna Ardissone.

Eccomi di nuovo a portare le ragioni dei librai, dei semplici librai che fanno il mestiere per passione "una missione", checchè ne dica il signor Montroni a Rai 3 da Augias. Da notare che Montroni, nonstante il suo manuale "Vendere con l'anima" non rappresetna certo ilmondo del libro, è solo l'epressione del "capitale" che ha scoperto il mondo del libro e ne ha fatto un investimento commerciale, riducendo il libro a mero prodotto di semplice consumo senza tenere conto del contenuto e i commessi di libreria a praticare "l'orientering" ogni mattina seguendo il percorso della sua tanto decantata mappa virtuale dello spolvero in libreria! Ne vediamo i risultati nell'abbassamento del livello medio di cultura degli italiani ma questo discorso ci porterebbe lontano e oggi i librai hannosolo il tempo per combattere per la loro sopravvivenza e per quella di veri lettori. La nostra salvezza è nell'Europa, dove si è capito che il libro e ilibrai sono al primoposto nei bisogni culturali e nello sviluppo di un paese. Lo sconto sul libro è stato abolito o portato solo al 5% anche nella grande distribuzione per impedire la concorrenza sleale, (guarda caso tutelata anche nel nostro codice civile ma mai applicata in questo campo mentre anche nelloscandalo del calcio si parla di concorrenza sleale! Due pesi due misure). All'estero i librai sono considerati pilastri della cultura, anche in Italia il compianto Spadolini ci provò dichiarando le librerie beni culturali con un apposita legge snobbata dalle istituzioni e soprattutto dai ministri dellla cultura avvicendati fino ad ora. Chiedoperciò attraverso la sua rivista, un impegno precisodel nuovo ministro Rutelli e soprattutto al responsabile dell'editoria ad abolire lo sconto a renderci europei non solodi nome ma di fatto e capaci di sfidare la grande distribuzione sul servizio e non sullosconto. Certamente loro si opporranno perchè non sono all'altezza non hanno uomini, anche perché li assumono a tempo determinato e quando cominciano a essere formati li sostituiscono come birilli senza alcun rispetto per roro ma solo un forte attaccamento al "Dio denaro", in barba alla nostra costituzione che dà a tutti i cittadini uguale dignità e dirittoad un lavoro sicuro.

Cordiali saluti

Enrico Beni, giovane libraio sessantenne

Libreria la Bancarella Piombino

19maggio 2006

 
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