G.le Anna Ardissone.
Eccomi di nuovo a portare le ragioni dei librai, dei semplici
librai che fanno il mestiere per passione "una missione",
checchè ne dica il signor Montroni a Rai 3 da Augias.
Da notare che Montroni, nonstante il suo manuale "Vendere
con l'anima" non rappresetna certo ilmondo del libro, è
solo l'epressione del "capitale" che ha scoperto il
mondo del libro e ne ha fatto un investimento commerciale, riducendo
il libro a mero prodotto di semplice consumo senza tenere conto
del contenuto e i commessi di libreria a praticare "l'orientering"
ogni mattina seguendo il percorso della sua tanto decantata mappa
virtuale dello spolvero in libreria! Ne vediamo i risultati nell'abbassamento
del livello medio di cultura degli italiani ma questo discorso
ci porterebbe lontano e oggi i librai hannosolo il tempo per
combattere per la loro sopravvivenza e per quella di veri
lettori. La nostra salvezza è nell'Europa, dove si è
capito che il libro e ilibrai sono al primoposto nei bisogni
culturali e nello sviluppo di un paese. Lo sconto sul libro è
stato abolito o portato solo al 5% anche nella grande distribuzione
per impedire la concorrenza sleale, (guarda caso tutelata anche
nel nostro codice civile ma mai applicata in questo campo mentre
anche nelloscandalo del calcio si parla di concorrenza sleale!
Due pesi due misure). All'estero i librai sono considerati pilastri
della cultura, anche in Italia il compianto Spadolini ci provò
dichiarando le librerie beni culturali con un apposita legge
snobbata dalle istituzioni e soprattutto dai ministri dellla
cultura avvicendati fino ad ora. Chiedoperciò attraverso
la sua rivista, un impegno precisodel nuovo ministro Rutelli
e soprattutto al responsabile dell'editoria ad abolire lo
sconto a renderci europei non solodi nome ma di fatto e capaci
di sfidare la grande distribuzione sul servizio e non sullosconto.
Certamente loro si opporranno perchè non sono all'altezza
non hanno uomini, anche perché li assumono a tempo determinato
e quando cominciano a essere formati li sostituiscono come birilli
senza alcun rispetto per roro ma solo un forte attaccamento al
"Dio denaro", in barba alla nostra costituzione che
dà a tutti i cittadini uguale dignità e dirittoad
un lavoro sicuro.
Cordiali saluti
Enrico Beni, giovane libraio sessantenne
Libreria la Bancarella Piombino
19maggio 2006 |
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